Yin & Yang

Yin & Yang

Storia e contemporaneità

Arch. Massimo Rodighiero
Arch. Riccardo Odolini
Ph. Andrea Martiradonna

La memoria storica del luogo si integra alla contemporaneità degli ambienti in questa opera di recupero residenziale volta al miglioramento del comfort abitativo, salvaguardando la riservatezza degli abitanti e la scenografica veduta sulla città di Brescia.

Nuovi serramenti a doppia altezza creano un involucro che lascia intatta l’immagine dell’antico portico, recuperando spazi intermedi nel dialogo fra interno ed esterno.

Il progetto partecipa alla rassegna itinerante “Architetti mantovani – progetti e opere 2012′ in esposizione a Palazzo Te in Mantova“.

Yin Yang italiano

In una zona panoramica molto suggestiva della città di Brescia sorge un edificio storico al quale l’Arch. Massimo Rodighiero dell’omonimo studio associato, in partnership con l’Arch. Riccardo Odolini, ha dato nuova vista mediante un’opera di ristrutturazione e rivisitazione degli interni. La struttura, integrata nell’800 con un portico anticamente attraversato da una strada, ha così subito un importante intervento di trasformazione, pur mantenendo il contesto preesistente, per divenire un ambiente familiare di carattere e originalità.

La metamorfosi, frutto di un precedente intervento di ristrutturazione, di uno spazio vuoto molto grande, quale era il portico, in una zona giorno su due livelli è il punto di partenza del progetto, che, pur introducendo la contemporaneità di ambienti confortevoli e accoglienti, intende mantenere intatta la memoria storica dei luoghi.

Serramenti a doppia altezza creano una sorta di involucro che lascia intatta l’immagine dei portici dall’esterno, incorniciandoli dall’interno come in una teca. Un solaio sospeso si stacca dai muri interni, si articola per formare una scala creando così un doppio livello aperto che trasmette la sensazione di un unico grande spazio.

Nella porzione più antica della casa si collocano la cucina, le camere da letto e i bagni, dalle cui ampie finestre lo sguardo può distendersi sull’eccezionale panorama esterno. Ogni stanza racconta una storia a sé attraverso una sapiente mescolanza di diversi materiali e cromie.

Il dialogo degli opposti

Avvicinandosi alla casa il primo approccio ci conduce con naturalezza all’immagine di un luogo quasi abbandonato, per poi scoprire poco a poco il linguaggio proprio di quest’opera che mostra infine la sobria e raffinata eleganza di una dimora incantevole e funzionale.

“Il dialogo degli opposti” di questo progetto è il linguaggio fatto di contrasti, quelli del nostro tempo, che vede contrapporsi, ma al tempo stesso convivere, pubblico e privato, contenitore e contenuto, interno ed esterno, pesantezza e leggerezza, selvaggio e hi-tech, storia e progresso.

Una convivenza che qui appare matura, serena, pronta a guardare al futuro, proprio perché i contrasti sono espliciti, ma mai stridenti, sempre eleganti. Le opposizioni diventano spontanee, autentiche, mai banali; sono il frutto di un pensiero che traduce in pochi segni una complessità di esigenze di lettura dello spazio e della sua storia.

Interno ed esterno: vetro e pietra nella stratificazione spazio-temporale

Superfici in mattone e pietra si alternano ad ampie vetrate realizzando un equilibrio ottimale tra le esigenze di raffrescamento estivo e ventilazione naturale, garantite dallo sfruttamento della dalla massa termica dell’edificio, e le spettacolari vedute del paesaggio circostante. L’immagine storica è altresì salvaguardata creando un involucro interno che, come una seconda pelle, permette di non intervenire sulla superficie esterna dell’edificio.

L’interno arretra rispetto ai muri esterni per rendere leggibile l’architettura storica, ma anche per creare degli spazi domestici all’aperto, come l’ingresso con portico e il camminamento loggiato. Luoghi spazialmente ibridi, che interpretano uno dei concetti più diffusi dell’architettura moderna, il dissolversi del confine tra spazi interni ed esterni.

Anche l’ingresso della casa, che esprime la modernità dell’intervento, ricorda l’immagine fumettistica di una grande porta aperta e gioca con il confondersi materico dei pieni e dei vuoti. I vetri opachi che caratterizzano la vetrata, hanno inoltre il doppio scopo di garantirne la tenuta strutturale, senza l’utilizzo di serramenti, e di controllare la privacy degli abitanti.

Essendo infatti posti ortogonalmente rispetto alla facciata trasparente, celano l’interno dalla strada, mentre permettono scorci sempre più nitidi sull’intimità domestica, mano a mano che ci si avvicina a piedi verso l’ingresso. Tutte le visuali da e verso la casa sono del resto progettate e contribuiscono all’arredo degli spazi interni, così come al carattere dell’esterno.

Le stanze

Nella parte più antica della casa, sono stati invece localizzati gli ambienti più intimi (Il pranzo, la zona notte e i bagni), che vengono trattati come realtà a sé stanti.

Così il pavimento, che nel soggiorno è posato a correre, nella sala da pranzo presenta un disegno più classico studiato sulla trama delle cupole. Ogni stanza ha materiali, forme e colori differenti: il bagno delle figlie è un total white, realizzato in corian traslucido retroilluminato; il bagno esterno è completamente in acciaio, il bagno del figlio in granito nero assoluto, con lampade che ne ricalcano la costellazione del segno zodiacale. Vi é qui un approccio classico (l’effetto ricorda i palazzi del rinascimento italiano) reinterpretato secondo il gusto e le esigenze contemporanee.

Il volume e il solaio

Nel grande soggiorno appare un soppalco che, come un corpo morbido, estraneo,si sfrangia, nell’incontro con il muro, in forme sinuose che ‘creano’ la scala.

L’uniformità cromatica delle superfici del piano terra e del piano primo e il bow window interno del serramento a doppia altezza che incornicia gli archi, sono ulteriori elementi che aiutano a percepire l’antico portico dentro cui è ‘atterrato’ il solaio.

Viene così al contempo restituita la storicità del manufatto architettonico e fortemente alleggerito visivamente l’intervento di recupero volumetrico.

L’arredo

Elementi estremamente moderni si alternano, e in alcuni casi vengono miscelati a pezzi antichi, come nel caso della libreria del soggiorno che vede la sovrapposizione di ante di antiquariato cinese ad un prodotto particolarmente moderno, per assecondare il gusto per l’Oriente del proprietario e la matrice filosofica dell’intervento. Sempre proveniente dalla Cina, un tronco preistorico diventa scultura nella zona giorno mentre tappeti realizzati su disegno in Nepal arredano sposandosi perfettamente alle tonalità degli ambienti.

Si accostano con gusto understated elementi sapientemente scelti all’interno della migliore produzione di design del nostro secolo, come il divano di Rietwelt degli anni ‘30 o le lampade disegnate da Castiglioni.