Chiesa dei Disciplini

Chiesa dei Disciplini

Adeguamento liturgico e abbattimento delle barriere architettoniche

Arch. Massimo Rodighiero
Geom. Marco Tavelli
Ph. Adriano Piccoli 

Il complesso di edifici, oggetto di intervento, che compongono l’oratorio-chiesa dei Disciplini, si trova a Castiglione delle Stiviere in adiacenza al Duomo lungo la salita che conduce al piazzale antistante la facciata. Esso é costituito dalla chiesa, dagli annessi locali della Confraternita dei Disciplini (attualmente sede della Caritas castiglionese), dal campanile, da un portico e da un rustico posti nel cortile ad est fra la chiesa e la casa del sagrista.

La facciata, posta a sud, prospetta la suddetta salita, mentre le rimanenti porzioni di fabbricato si rivolgono al sottostante Parco Pastore o ai cortili a est e a ovest.

Cenni storici

E’ in corso la ricerca di documenti storici che attestino l’effettiva datazione e stratificazione storica della chiesa-oratorio dei Disciplini.

L’iscrizione sulla facciata testimonia che nel 1594 San Luigi Gonzaga predicò qui la sua prima predica sull’Eucarestia. Fonti storiche attendibili datano poi il manufatto (il corpo principale della chiesa e gli annessi locali ad uso della confraternita) ad una data antecedente il 1580. Da una prima analisi della metodologia costruttiva e delle testimonianze sinora raccolte, non é azzardato presupporre che i  locali della confraternita e il campanile siano stati annessi o ricostruiti in epoca successiva alla costruzione della chiesa. Mentre infatti le strutture portanti di quest’ultima sono costituite da una muratura mista in pietra e mattoni, i due annessi principali di cui sopra sono stati prevalentemente eretti in mattoni. La scala che collega dall’esterno il piano superiore della confraternita pare essere stata invece realizzata negli anni ’60, mentre non é ancora al momento dato di stabilire la datazione del piccolo portico e del rustico posti nel cortile a est.

In conclusione si ritiene che la chiesa (a pianta centrale, ma con un’accentuazione dell’asse longitudinale d’ingresso) possa risalire alla prima metà del XVI secolo e sia tipologicamente riconducibile al periodo manierista o primo barocco, mentre i locali della confraternita e il campanile siano stati realizzati o ricostruiti successivamente. Non é attualmente possibile stabilire con precisione la datazione dei rimaneggiamenti successivi, mentre é certo che il cortile adiacente il Duomo sia stato, per un determinato periodo, occupato da costruzioni poste in adiacenza alla chiesa e successivamente demolite come testimoniano l’arco posto a congiungimento della chiesa e del Duomo e il marcapiano presente sulla facciata a ovest.

Consolidamento statico

Il terremoto dello scorso novembre 2004 ha aggravato una situazione di degrado statico già presente nelle strutture portanti della chiesa.

Come é evidente dalle profonde fessurazioni e dai tagli presenti nelle facciate longitudinali é opportuno, se non urgente, un intervento volto al consolidamento statico del fabbricato principale e più antico. Sebbene infatti le volte costituiscano tuttora un sistema statico coeso e il danno (dovuto forse in origine ai fabbricati preesistenti o all’assestamento e diversa portanza del terreno) sia prevalentemente localizzato sulle murature laterali, interessando solo minimamente gli archi portanti, vi é il pericolo che il terremoto abbia inciso profondamente sulle strutture come testimoniato dalla recente caduta di calcinacci anche dal soffitto.

Il progetto prevede pertanto, dopo l’iniziale messa in sicurezza dei locali attraverso una copertura posta all’imposta delle volte onde evitare la caduta di calcinacci, il consolidamento delle strutture portanti, principalmente attraverso la sottomurazione delle fondazioni (se presenti) in corrispondenza degli evidenti cedimenti e la sutura strutturale (cuci-scuci) delle fessurazioni sugli elevati esterni.

Sulle murature e le porzioni di arco interne verranno stuccate in profondità le lesioni attraverso iniezioni localizzate di malta idraulica, inserendo, qualora le lesioni si presentino macroscopiche, scaglie in laterizio o in pietra, ripristinando successivamente lo strato di intonaco distaccato e ritinteggiando, come da esistente, le porzioni oggetto di intervento.

E’ oggetto di intervento anche la verifica statica dell’arco e della scala esterna posti nel cortile a ovest, così come del portico e del rustico nel cortile a est, nonché del sistema di aggancio delle pareti della casa del sagrista sulla facciata longitudinale; elementi, questi, di disturbo strutturale del sistema statico della chiesa.

La consistenza di tali interventi sarà valutata durante l’avanzamento dei lavori quando sarà possibile, dopo una prima pulitura delle superfici, verificare più compiutamente la gravità e la pericolosità del degrado statico-strutturale.

Si prevede inoltre sulla totalità delle facciate prive di intonaco, l’applicazione, previa pulitura del supporto, di una sostanza atta al consolidamento dei materiali lapidei e in cotto degradati dall’azione atmosferica, nonché la successiva intonacatura di protezione ‘a velo’ (poco più di una stuccatura dei giunti così come nel recente intervento di intonacatura delle facciate del castello di Sirmione che lascia intravedere la trama della muratura).

Restauro strutturale e conservativo

L’incuria, l’uso inappropriato dei locali, l’umidità accumolatesi nel tempo e quella più recente e persistente dovuta alla parziale assenza di gronde e scossaline, unitamente al degrado e alle fessurazioni delle facciate esterne, hanno condotto ad una situazione di grave danneggiamento delle intonacature, ad una prima analisi prive di affreschi o decori. L’intervento di restauro conservativo prevede pertanto l’eliminazione delle cause del degrado, attraverso un’adeguata protezione delle facciate esterne, e il  successivo restauro mediante la parziale rimozione con rifacimento delle intonacature danneggiate. Verrà in seguito riproposta la coloritura originale delle superfici e, ove non sia possibile rintracciarne una, eseguita una tenue coloritura secondo i canoni comunemente adottati nel ‘500.

La sempre più frequente visita di turisti e pellegrini ai luoghi sacri del complesso del Duomo rende necessaria, inoltre, una serie di opere volte all’adeguamento dei locali alla normativa per l’abbattimento delle barriere architettoniche e ad un uso turistico-culturale oltre che religioso dei suddetti locali.

Sarà pertanto resa accessibile l’intera area della chiesa attraverso il posizionamento di rampe removibili in legno e la creazione di un percorso alternativo per raggiungere la sagrestia chiudendo il porticato del cortile ad est e praticando un’apertura, del resto preesistente, sulla facciata adiacente.

Sarà inoltre realizzato un servizio per disabili e una centrale termica nel rustico del medesimo cortile, mentre sarà predisposto un adeguato impianto elettrico, di riscaldamento e d’illuminazione e diffusione sonora all’interno della chiesa e dei locali annessi.

Tutti gli impianti saranno realizzati evitando l’esecuzione di tracce nelle murature esistenti ed antiche.

In ottemperanza alle integrazioni richieste dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Brescia Cremona e Mantova il progetto è stato integrato con la legenda degli interventi puntuali di progetto e col prospetto del rustico oggetto d’intervento.